Che fortuna i docenti. Sono gli unici che lavorano 18 ore a settimana e fanno mesi di vacanze!

Ehm… Sì, beh… Ecco, vediamo… Mumble mumble… Le cose stanno così: la mattina ti scapicolli per strada per arrivare in orario, corri a firmare, a prendere il computer e poi in classe. Appello, lezione. 3, 4, 5 ore. Talvolta 6. Senza sosta, se ti va male. Poi torni in auto e ti scapicolli a casa. Spesa, pranzo, figli. Porta in palestra, a musica, poi a casa, verifica i compiti e dai una sistemata mentre prepari la cena col piccì acceso per buttare un’occhio al registro elettronico (magari hai dimenticato di firmare o scrivere qualcosa), verificare eventuali circolari, progetti, compilare la programmazione, inviare del materiale al/alla collega/preside. Ceni, gridi contro i figli che devono spegnere telefonini/tablet, preparare gli zaini, mettere in ordine, lavarsi e andare a letto. Controlli che lo facciano (e non lo fanno quasi mai!). Dai la buonanotte e vai al piccì per preparare le lezioni del giorno dopo.
Questa è una giornata tranquilla. Poi spesso resti a scuola fino a sera per collegi, dipartimenti, consigli/scrutini, formazione, progetti, incontri scuola-famiglia. Se sei fortunato non devi litigare, discutere, sentire polemiche e vivi il tutto abbastanza serenamente. Se sei fortunato i genitori mettono in discussione anche i loro figli e non sempre e solo te, docente. Poi a volte il computer di casa richiede aggiornamenti, o c’è un virus, e devi disinstallare e reinstallare i programmi. E poi talvolta ci sono le uscite, le gite e i viaggi d’istruzione. E i saggi, i concerti, i concorsi. Poi magari talvolta non stai bene tu o un tuo familiare e devi provvedere. E portare l’auto dal meccanico, andare dal commercialista, dall’avvocato, dal sindacalista, a parlare con i docenti dei tuoi figli, a comprare qualcosa da indossare o calzare per te o per loro, pagare il bollo, l’assicurazione, le bollette, andare in banca. E non devi mai spegnere il telefono: qualche collega potrebbe mandarti un messaggio di sera o nei giorni festivi per ricordarti qualcosa o avvisarti del problema che si è presentato o si potrebbe presentare. Devi essere reperibile H24, 7 giorni su 7! Il sabato e la domenica potresti dover fare corsi di formazione, attività progettuali o essere fuori in viaggio con gli alunni. Inoltre ci si avvia verso la scuola digitale: è fondamentale restare costantemente collegati con le classi virtuali. E poi attenzione a come ti muovi, parli e respiri perché ti possono denunciare anche se starnutisci troppo forte. E i tribunali ti danno torto a prescindere (docente=idiota?). Il tutto per due lire. Perché il docente non è un lavoratore con una propria vita, è un missionario (almeno così dovrebbe essere nell’immaginario collettivo). Riceve la vocazione ad insegnare da Dio, Allah, Visnù, Krishna, Buddha, Manitou. E se è stato immesso in ruolo, dopo anni di supplenze e gavetta, deve prostrarsi e baciare il suolo ogni giorno, grato per ciò che gli è disceso dal cielo!
Certo che i docenti sono davvero fortunati: fanno solo 18 ore di lezione a settimana e hanno le vacanze di Natale e due mesi di vacanze estive… 😒

2 risposte a "Che fortuna i docenti. Sono gli unici che lavorano 18 ore a settimana e fanno mesi di vacanze!"

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