Ci vediamo un giorno di questi

Era tanto tempo che non leggevo un romanzo che mi piacesse davvero, che mi coinvolgesse profondamente. Questo l’ho divorato in due giorni, incapace di scollarmi dalle sue pagine!

Non racconterò la trama, perché va letto ed assaporato. Vi dico solo che parla di una meravigliosa amicizia tra due donne e di tutto ciò che ne consegue.

Mi sono riconosciuta in diverse situazioni e forse anche per tale ragione mi ha coinvolta tanto. O forse perché sono una fautrice dell’amicizia tra donne, perché ho avuto la fortuna di incontrare donne meravigliose che mi hanno sconvolto (positivamente) la vita. Non potrei fare a meno dell’amore delle mie splendide amiche. Ed in questo libro ho trovato il legame profondo ed indissolubile tra donne, liti e riappacificazioni incluse.

Per farla breve, consiglio (in modo particolare al “gentil sesso”) la lettura del romanzo.

Il mio plauso, infine, alla scrittrice Federica Bosco, che ha saputo usare la sua penna per tradurre in parole scritte sentimenti ed emozioni.

#federicabosco

#civediamoungiornodiquesti

#garzanti

Nuovi sport in arrivo ad ottobre. Da scuola alle olimpiadi, il passo è breve.

🛑 A tutti gli appassionati sportivi… Ad ottobre, in tutte le scuole italiane, si darà inizio ai due nuovi sport olimpici: corsa in banco a rotelle nei corridoi e bancoscontro in aula. Affrettatevi ad acquistare i biglietti per assistere a queste nuove, emozionanti gare. I bookmakers stanno organizzando le quotazioni e raccoglieranno le scommesse. Ultimi posti disponibili. Per chi non potesse assistere live alle performances, la RAI trasmetterà le gare in diretta tv dai vari istituti scolastici nazionali con i migliori telecronisti. I vincitori delle singole discipline rappresenteranno il Paese alle prossime olimpiadi. Stay tuned!!! 🛑

Scuola e famiglia: confusione dei ruoli.

Riflessioni.

Leggendo qui è la sul web capisco che sempre più famiglie e la società demandano l’educazione dei propri figli ad altri, cioè alla scuola, così è più facile incolpare qualcun altro per l’eventuale fallimento delle nuove generazioni.

Attenzione però: gli insegnanti non sono missionari, anche se fa più comodo a tutti definirli così. Sono lavoratori come tutti gli altri: ci sono quelli più bravi e quelli meno bravi. La differenza è che troppi genitori si lavano le mani di tutto ciò che riguarda i propri figli, perché tanto nessuno vigila sul loro operato genitoriale, e sono i primi ad attaccare i docenti quando i loro pargoli non sono considerati geni assoluti o perle di educazione. Gli insegnanti, anche se volessero, non potrebbero lavarsi le mani dei propri studenti, a differenza di ciò che troppe persone credono, perché l’istituzione scolastica è diventata oppressiva ed opprimente nei confronti dei docenti, che ormai sono sottoposti ad un regime da Grande Fratello (quello di George Orwell, per intenderci, non il reality).

Ma ricordiamolo: il ruolo della scuola sarebbe quello di istruire i giovani, il ruolo della famiglia è quello di educarli. Non confondiamo le cose.

I figli adolescenti e la difficoltà di crescere.

Stasera mi sono trovata a riflettere lungamente. Come molti di voi sanno, ho due figlie, gemelle. Sono due ragazzine in gamba, molto diverse tra loro ma posso dirmi una mamma fortunata. Una è generalmente disordinata, apparentemente pigra, ma quando si decide e si rimbocca le maniche sa essere precisa come pochi. Ha una straordinaria intelligenza, molto versatile e creativa, è eclettica ed ha un gran senso estetico e buon gusto in fatto di moda e abbigliamento. È sincera ed affettuosa, anche se cerca di mascherarlo, ed è dotata di una straordinaria ed innata generosità. Ha grandi capacità comunicative ed un grande umorismo che la rendono estremamente simpatica. È molto portata per le arti grafiche, per la musica e gli strumenti, specialmente la chitarra che suona con gran passione. Ama recitare e scrive molto bene, ha una voce dolce e melodiosa ma si vergogna di cantare in pubblico. Oltre alla chitarra, suona il flauto traverso e si accinge a studiare il basso e la batteria. Ancora non ha deciso cosa “vuol fare da grande” ma intanto spazia con i suoi interessi in molteplici attività. Purtroppo ha una scarsa considerazione di sé, il che la rende scontrosa con gli adulti e fa sì che faccia di tutto per farsi accettare dai suoi coetanei, tra i quali è piuttosto popolare. Non si sente bella perché ha un fisico giunonico che non la fa sentire esile come un fuscello, come si vorrebbe vedere, eppure è bella davvero ed ha un viso meraviglioso ed un sorriso che illumina ogni stanza in cui entra. Decisamente non passa inosservata. Spesso, la sua stessa insicurezza e l’ostinata capacità di trattenere le lacrime la rendono bersaglio di atteggiamenti di sufficienza, di critiche e giudizi da parte degli adulti che non solo non servono a cambiare il suo rapporto con l’ordine ed i “doveri” ma la deprimono oltremodo, facendola sentire sempre inadeguata e rischiando di farla arrendere. Vive un profondo conflitto con la sorella: la adora ma ha la sensazione, non sempre sbagliata, che molte persone mature la preferiscano a lei, perché è più ubbidiente. Oltre a tutto questo, pur avendo la media superiore al 9, a scuola, non si sente brava perché sua sorella ha la media quasi del 10 e tutti non fanno che lodarla. L’altra figlia è, appunto, molto brava a scuola, perché riesce a concentrarsi profondamente ed ha un’eccellente memoria per tutto ciò che legge, ed è appassionata di conoscenza. Si sente giustamente sicura del proprio aspetto ma poi, magari, si dispera a causa dell’acne tipica dell’età. Sa cosa vorrà “fare da grande” sin da quando aveva 3-4 anni: la cantante e, se non dovesse riuscire, vuole comunque lavorare in ambito musicale. Suona il violino ed il pianoforte e si esercita costantemente con il canto. Crede di non saper disegnare ma non è vero. È precisa, meticolosa, piuttosto ordinata e quasi maniacale nel suo rigore, estremamente disciplinata, anche con il suo fisico che cerca di mantenere sempre in forma. Molti adulti le fanno quasi pesare che si aspettano da lei grandi risultati, come il Nobel in qualche ambito, poiché conosce molte cose, per la sua età, specie in ambito scientifico. È appassionata di lingue: ha imparato, da sola, diverse frasi in coreano, giapponese e qualcosa in thailandese. Va bene in francese e sta diventando davvero brava a comprendere e parlare l’inglese, che adora. Si è convinta di essere meritevole di amore solo grazie allo sviluppo di queste capacità e per questo si spaventa se il suo rendimento in qualche ambito non è al top, vivendo così in costante stato di stress emotivo. Quando esprime le sue passioni adolescenziali per i suoi gruppi musicali preferiti, però, viene guardata come un’aliena, come se non dovesse avere gli interessi di una dodicenne, e la fanno sentire in colpa perché in questo modo “spreca” i suoi talenti, alimentando le sue ansie. Mentre gli adulti ammirano le sue capacità e la sua spiccata competitività, talvolta ha difficoltà a rapportarsi con i suoi coetanei, anche per la particolarità dei suoi interessi. Questo la fa sentire sola e poco capita. È tanto sensibile e dolce, desiderosa di affetto, leale, ama le coccole ed ha un profondissimo senso della giustizia, che la porta a non comprendere come va il mondo e perché viene trattata talvolta male, quando lei vorrebbe, spesso, solo un abbraccio. Le viene detto che “non deve piangere” e si sente in colpa anche perché sovente non riesce a farne a meno. Sebbene ostenti sicurezza e le piaccia attirare l’attenzione sulle sue performance, fa di tutto per nascondere le sue fragilità e le sue paure, temendo che il suo essere umana la renda meno interessante (ed invece questo la rende ancora più interessante). Adora i bambini con cui si trasforma in una instancabile mammina e dice che da grande vorrà avere dei figli.

Lo so, sono scontata, ma adoro le mie due stelle, due dolcissime creature, con tutti i loro pregi ed i loro meravigliosi difetti, e quando le vedo tristi sono in pena per loro.

Troppo spesso ho notato che, per entrambe, il pregiudizio che le circonda, in un senso o nell’altro, è profondo e mina la loro sicurezza e la costruzione della loro identità. Così mi sono chiesta cosa posso fare. Mi sono posta delle domande che, ora, pongo a chi vorrà leggere ancora.

Che cosa rispondereste se vi chiedessero cosa desiderate di più, al mondo, per i vostri figli? Probabilmente vorreste che fossero sani e felici, come farei anche io. Ma cosa vuol dire “che siano felici”? Facciamo una serie di ipotesi.

1. “Che trovino la persona giusta con cui condividere la vita.” Ma la maggior parte delle coppie sono, poi, così felici? Sempre? Eppure quando si sono scelte hanno pensato che fossero “giuste” l’una per l’altra. Star insieme a qualcuno anche tutta la vita è necessariamente sinonimo di felicità? E se una persona scegliesse di voler essere single, vorrebbe automaticamente dire che è destinata all’infelicità? Non credo. Quindi, forse, il binomio “coppia=felicità” non necessariamente è corretto.

2. “Che siano ricchi”. Quindi tutti i ricchi dovrebbero essere automaticamente felici. Eppure nemmeno questo mi sembra corretto. Chi dice che una persona con un semplice stipendio e casa in affitto non possa essere felice? I soldi sicuramente aiutano a vivere meglio, con meno preoccupazioni, ma se i soldi sono troppi le preoccupazioni possono anche provocarle. Quindi credo che neanche “ricchezza=felicità” sia un binomio necessariamente valido.

3. “Che siano in grado di sfruttare al meglio i propri talenti naturali”. Supponiamo che vostro figlio abbia un talento incredibile per il basket, che giochi sin da bambino e che, crescendo, abbia la possibilità di entrare in una squadra prestigiosa della massima serie. Alla fine della carriera potrebbe diventare allenatore e vivere tutta la sua vita in funzione di questo sport. E supponiamo che vostra figlia sia talmente bella nonché intelligente da poter agevolmente aspirare alla carriera di modella, potendo girare il mondo e guadagnare bene. Dopo potrebbe sfruttare la sua esperienza per rimanere nel mondo della pubblicità o dello spettacolo. Questo renderebbe necessariamente felici i vostri figli? Supponiamo che sfruttino questi loro talenti perché sanno, così, di rendere felici voi genitori, perché è ciò che vi aspettate, che non sprechino le loro doti naturali. E se queste strade, invece, li rendessero frustrati e tutt’altro che felici, perché non è ciò che davvero vogliono fare? Magari vostro figlio si è stancato del basket, lo ha fatto per troppi anni (perché gli piaceva ma anche perché vi appagava) e nella vita si vede bene ad aprire una piccola attività in proprio. Magari vostra figlia non ama sentirsi un oggetto sotto i riflettori e preferisce un lavoro che la tenga a contatto con la gente, in modo da sentirsi più vera ed intrattenere rapporti autentici. A questo punto direi che anche il binomio “talento=felicità” non funzioni.

E allora cosa resta? Forse accettare che i nostri figli siano persone diverse da noi, che abbiano idee autonome su ciò che vogliono e su ciò che desiderano fare, senza giudicarli e senza forzarli. Lasciare che vivano la loro età, con gli errori e le sciocchezze e le mutevoli passioni, anche banali, che tutti noi abbiamo vissuto. Che si identifichino nei loro sogni e che combattano per realizzarli anche quando nessuno crede in loro, dando loro il nostro supporto pur mantenendoli coi piedi per terra. Ascoltandoli anche quando non ne abbiamo voglia ed entusiasmandoci con loro quando gioiscono per quella che a noi pare una sciocchezza, cercando di ricordare quando anche noi provavamo tanto ardore e desideravamo che la nostra famiglia, i nostri genitori, ci comprendessero ed appoggiassero. Cercando di arrestare l’invadenza degli adulti che, a fin di bene ma con poco tatto, si sentono in dovere di dire loro cosa dovranno fare della loro vita. Forse il segreto perché crescano come persone felici è tutto qua. Sostenerli. Non giudicarli. Non aspettarci nulla. Accettare serenamente le loro scelte e farle accettare agli altri. Perché loro non sono noi.

Il progetto per eTwinning: la Via della Seta nel XXI sec.

All’inizio dell’anno scolastico, ho deciso di imbarcarmi in questa nuova avventura: avevo appena cambiato scuola, pur mantenendo rapporti saldi e legami forti con i colleghi della scuola dalla quale provenivo. Una collega davvero in gamba mi aveva coinvolto in alcuni progetti su questa piattaforma: eTwinning; stavolta ho voluto provare a creare un trait d’union tra i due istituti, sperando di coinvolgerne anche altri, magari in ambito europeo. Sebbene non sia stato così, si è rivelata una bellissima esperienza, per docenti e, soprattutto, alunni.

Ma facciamo un passo indietro… Cos’è eTwinning? Si tratta, in sintesi, di un gemellaggio via web tra scuole europee, uno strumento che crea partenariati pedagogici innovativi grazie all’applicazione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione ed è la principale iniziativa dell’Unione Europea in tema di apprendimento mediante strumenti informatici (eLearning).

Ebbene, come progetto abbiamo deciso di affrontare un tema interculturale, cioè di cercare di comprendere quali influenze abbia la Cina sull’Europa di oggi. Per questa ragione lo abbiamo intitolato: The Silk Road in 21st Century (La Via della Seta nel XXI sec.).

Il progetto, in lingua italiana ed inglese, ha coinvolto le due scuole della provincia di Salerno – l’I. C. Mons. Mario Vassalluzzo (Comvass) di Roccapiemonte e l’I. C. Picentia di Pontecagnano Faiano – tenendo impegnati docenti ed alunni per tutta la durata dell’anno scolastico, periodo di quarantena incluso.

Questo lavoro è servito a sensibilizzare ad un autentico senso dell’accoglienza ed a far riflettere sulla “diversità” come valore, come ricchezza, a promuovere la capacità di assumere il punto di vista dell’altro, oltre a migliorare, ovviamente, numerosi apprendimenti in campo più strettamente didattico.

Si sono svolti alcuni incontri in videoconferenza tra le scuole, e gli studenti di entrambi gli istituti si sono impegnati, con l’aiuto dei propri docenti, ad analizzare ogni aspetto di quel lontano Paese, verificando differenze e somiglianze nelle diverse culture tra usi e costumi, cibi, tradizioni, fiabe, religioni ecc. Sono stati preparati lavori in Power Point e disegni, manufatti, cartelloni e persino pietanze, talvolta coinvolgendo le famiglie degli alunni cinesi. È sembrata una gran festa!

Sono stati analizzati lo zodiaco, la Festa delle Lanterne, i draghi, le Ombre Cinesi, la Grande Muraglia, il vasto territorio con la sua morfologia, l’economia e la politica. I miti, le leggende, alcune fiabe tanto simili alle nostre, la scrittura, gli intagli nella carta, il tè.

Ci stavamo preparando a festeggiare il Capodanno Cinese quando, purtroppo, si è scatenata la terribile pandemia di Covid 19. Ma non ci siamo scoraggiati. Gli alunni hanno parlato anche di questo terribile incubo, insieme agli insegnanti di scienze, mettendo in evidenza che, alla fine, siamo tutti un unico, grande popolo su questo piccolo pianeta, così vulnerabile. Abbiamo continuato a lavorare, anche durante la quarantena, attraverso una “sfida” tra studenti per creare un logo che rappresentasse il progetto. I prodotti grafici sono stati votati dagli alunni stessi e, poiché c’è stato un ex aequo tra due disegni delle rispettive scuole, si è creato un logo che li contenesse entrambi.

Il progetto è durato tutto l’anno, protraendosi un po’ più del previsto, ma è stata una meravigliosa esperienza per tutti noi.

https://twinspace.etwinning.net/100631

IL CUORE GRANDE DELL’ITALIA.

Nord: “Voi del Sud siete ignoranti, non avete voglia di lavorare e, adesso, gongolate se per la prima volta abbiamo avuto un’emergenza grave ma poi, normalmente, sempre da noi venite a farvi curare. E noi paghiamo! State sempre sulle nostre spalle, parassiti!!!” – Sud: “Voi del Nord siete razzisti e invidiosi, ci schifate ma poi venite sempre in vacanza da noi, che abbiamo il sole e il mare bello. Ed ora che abbiamo saputo gestire l’emergenza meglio di voi, vi brucia! Vi lamentate dicendo di mantenerci, ma con Garibaldi ci avete rubato tutte le nostre ricchezze e ancora ci derubate! Ladri!!!”

A livello regionale.

Quelli dei piccoli capoluoghi di provincia: “I politici del capoluogo di regione accentrano fondi per opere strutturali da fare lì e ignorano le piccole realtà; gli abitanti della grande città si sentono superiori agli altri e sono snob, credendosi chissà chi! Sono tanti cafoni arricchiti.” – Quelli dei capoluoghi di regione: “Questi provincialotti gretti e meschini, con la mentalità chiusa, non fanno che lamentarsi di tutto ma in fin dei conti non manca loro nulla. Sanno solo chiedere e chiedere. Contadini ignoranti.”

Scendiamo a livello provinciale.

Quelli di un Comune non sopportano quelli di un altro Comune: “Montanari ottusi e superstiziosi capaci di qualsiasi cosa; se li frequenti devi stare attento, guardarti sempre alle spalle, perché potresti essere pugnalato all’improvviso. È gentaglia!” – “Pescivendoli bugiardi e maliziosi, che si venderebbero la mamma per tornaconto personale. Malelingue, sono falsi e cortesi.”

Ed ancora, a livello cittadino:

“La gente del centro… Ma chi si credono di essere? Professionisti, ricconi e figli di papà che non hanno un briciolo di buona educazione. Tutti con la puzza sotto al naso che trattano gli altri come spazzatura. I signori di sto cavolo!” – “Quelli della periferia, gentarella senza cultura e senza cervello, spesso delinquenti da quattro soldi, spacciatori, tossici e poco di buono. Avanzi di galera.”

A livello condominiale.

“Ma tu guarda quell’imbecille del quinto piano che sbatte sempre la tovaglia fuori dalla finestra buttando le briciole giù, spazza il balcone e butta la sporcizia sui panni stesi sotto, innaffia le piante e fa cadere tutta l’acqua giù. Ma questi vogliono la lite? E sta cretina del piano di sopra che va tutto il giorno avanti e indietro con gli zoccoli e urla continuamente contro figli e marito? Questo non è un condominio, è un manicomio!” – “Ma che schifo sti zozzoni del primo piano, che cucinano dalla mattina alla sera roba puzzolente e appestano le scale e il cortile condominiale, lasciano le bici ovunque come se lo spazio comune fosse di loro esclusiva proprietà, stanno con la musica a tutto volume a qualunque ora; prima o poi gliene vado a dire quattro! Ma che è diventato questo condominio?”

A livello familiare.

“Se acchiappo quel cretino di mio marito, che lascia sempre i suoi calzini in giro, la tazzina sporca del caffè sul tavolo e il rasoio lurido sul lavandino, mi sente! Sparisce per giornate intere con la scusa di portare il cane a fare la pipì, non sente mai il telefonino e se gli chiedo di fare un poco di spesa compra solo scemenze! E poi la sera sta sempre a guardare le partite in TV! Quasi quasi lo caccio di casa!” – “Mia moglie sta sempre isterica, non le va mai bene niente, pare che regge da sola sulle spalle tutto il peso dell’universo, non si sa mai rilassare, non sa più farsi una risata; e la sera non si fa toccare nemmeno con un dito! Mi sò scordato come si fa! Poi dici che me ne trovo un’altra!”

Ed ancora.

Il bambino contro il cane, il cane contro il peluche del bambino…
Insomma: non c’è pace! A nessun livello, macro o micro che sia! Non ci troviamo manco noi e noi allo specchio!
Volemose bene solo per un quarto d’ora, se siamo spaventati. Ma poi la paura passa e tutto torna come prima; peggio di prima.
Che bello il cuore grande dell’Italia… 🤔🤔🤔

Coronavirus: l’Italia con la percentuale di morti più alta al mondo. La Corea ha trovato una cura?

Nel momento in cui scrivo (07/03/2020 ore 10:35) la Cina presenta 80.651 contagi da Coronavirus, la Corea del Sud 6.767, segue l’Iran con 4.747 e ad un’incollatura l’Italia con 4.636 casi esplosi nel giro di poco più di un mese. Quel che mi stupisce è il numero dei morti dichiarati. Mentre la Cina vede 2.959 decessi, l’Italia è il secondo Paese al mondo per numero di decessi in assoluto, con 197 morti, seguita dall’Iran con 124, mentre la Corea del Sud ne vede solo 44. Da questi numeri si evince facilmente che l’Italia si trova al primo posto al mondo come percentuale di mortalità. Non lo dico io ma fonti ufficiali (https://www.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6). I conti sono facili da fare: dai dati riportati, l’Italia presenta una percentuale di mortalità addirittura del 4,25%, mentre la Cina si attesta ad un tasso del 3,67% e la Corea del Sud ha un tasso di mortalità solo dello 0,65%. Delle due l’una: o la Corea ha trovato una cura miracolosa per non far morire i suoi contagiati, senza condividere la scoperta ed il clamoroso successo con la comunità scientifica internazionale, oppure i numeri che dichiara non sono reali. Questo a me non è dato saperlo. Quel che appare certo, però, è che in pochissimo tempo l’Italia è balzata al 4° posto al mondo per numero di contagi, al 2° per numero di decessi ed al 1° per tasso di mortalità. Va detto, per dovere di cronaca, che l’Italia è anche uno dei Paesi europei (e non solo, probabilmente) che ha fatto il più alto numero di screening attraverso i tamponi. Ciononostante, forse il nostro Governo ha davvero preso la questione con troppa leggerezza, sebbene abbia sempre dichiarato il contrario, non intervenendo prima con misure più drastiche, ed ora sta cercando di correre ai ripari prima che la situazione sfugga definitivamente di mano. A noi non resta che incrociare le dita!

Voi denuncereste?

Mi trovo di fronte ad un dilemma.

Premessa: sono divorziata e, dopo anni di guerre terribili col mio ex marito, nei quali mi è stata chiaramente affibiata la figura della strega di Biancaneve, finalmente da quasi due anni abbiamo raggiunto uno stato di rapporti sereni, che casualmente coincidono col periodo in cui non percepisco l’assegno di mantenimento per le nostre figlie, causato da un “temporaneo” problema di lavoro paterno, pare. Ma a me va bene così: abbiamo due ragazzine, gemelle di 11 anni, che finalmente sembrano essere serene, anche grazie ai rapporti più che civili, se non addirittura cordiali, tra noi genitori.

Ecco il dilemma: dovrei denunciarlo?

I fatti: le nostre figlie sono in vacanza al mare col padre, in una casa di famiglia situata in una località di villeggiatura. La casa, una grande struttura posta a piano terra, con terrazzo a livello al quale si accede facilmente dalla strada scavalcando un muretto alto meno di un metro, si trova in una zona un po’ isolata. Di fronte c’è solo una villetta di proprietà di una coppia con un paio di vecchi cani, che trascorre le vacanze lì nello stesso periodo delle mie figlie e la cui conoscenza, da parte del padre, è piuttosto superficiale. C’è da dire anche che, a quanto pare, quest’anno l’area è presa d’assalto dai cinghiali, che hanno persino cercato di aggredire uno dei cani della coppia di dirimpettai (faccio presente che i cinghiali sono animali piuttosto pericolosi, abilissimi tra l’altro a saltare). Ebbene, il padre delle mie figlie ha ben pensato, ieri sera, di lasciare le ragazzine (che ricordo hanno 11 anni) sole in quella casa tutta la notte per tornare in città, ad oltre 120 km di distanza, poiché doveva fare una visita di condoglianze per la morte di una zia, rientrando solo nella tarda mattinata di oggi. Pare che le abbia affidate ai vicini, che sicuramente saranno ottime persone ma che, in realtà, conosce superficialmente, dicendo di “dare loro un’occhiata” (senza che si muovessero da casa loro). Ora, io mi domando se un comportamento del genere può essere ritenuto normale: un padre lascia (abbandona è un commento troppo forte?) le due figlie di 11 anni sole tutta la notte in una casa isolata, nella quale accedere è uno scherzo sia per le persone sia per gli animali, affidandole (se così si può dire) a dei conoscenti che abitano lì difronte, le cui stanze da letto affacciano sul lato opposto rispetto alla casa dove stanno le ragazze, ed i cui cani sarebbe facilissimo addormentare.

La legge: l’art. 591 c.p. parla chiaro. “Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici (…) di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

La riflessione: se fosse semplicemente uscito per fare la spesa, lasciandole sole un’oretta, di giorno, non avrei avuto nulla da dire. Se la casa non fosse stata così facilmente accessibile ed isolata ed i vicini fossero stati non semplici conoscenti ma amici, e le ragazze avessero dormito in casa loro, ancora non avrei avuto nulla da dire. Grazie al cielo è andato tutto bene ed io ho saputo tutto questo solo oggi pomeriggio, altrimenti sarei saltata in macchina ieri sera e me le sarei andate a prendere. Ma se fosse successo qualcosa? Perché non le ha portate con sé? Le poteva lasciare a dormire da me o anche a casa sua, dove c’era la compagna, e poi oggi sarebbero potuti tornare insieme al mare. Va da sé che la folle allarmista sono io, che lui aveva “tutto sotto controllo” e che io sono esagerata.

Conclusione: nemmeno in questo caso lo denuncerò, come non l’ho denunciato per il mancato mantenimento, sebbene non possa mai stare tranquilla al cento per cento quando le nostre figlie stanno con lui. Ma se mi è consentito almeno un commento, ho bisogno di dire che lo ritengo davvero una gran testa di cazzo!!!

Voi, in coscienza… COSA AVRESTE FATTO AL POSTO MIO?

Salerno città per ricchi

Era piuttosto evidente che la mia città, sempre più bella, pulita, trasformata da luci d’artista, movida e porti turistici in polo di attrazione nazionale e sovranazionale, stava diventando una città molto ambita, anche e soprattutto da speculatori evidentemente ben ammanigliati a politici compiacenti. Purtroppo questa città sta diventando davvero accessibile sempre più a chi se lo può permettere, come una piccola Dubai (solo per i costi, però) e sempre meno ai suoi cittadini medi, costretti a spostarsi in provincia. L’articolo che segue evidenzia questo fenomeno con un solo errore: le case nuove costano mediamente 5.000 €/mq e non valgono il prezzo pagato.

https://salernosera.it/salerno-solo-case-vuote/

Cenare con un ortoressico.

Ecco qui un termine “nuovo”. Eravamo abituati, ormai, ad anoressia e bulimia, due seri disturbi dell’alimentazione. Ma cos’è l’ortoressia? Letteralmente è la mania dell’alimentazione corretta. Così, se da una parte veniamo invogliati dalle pubblicità a mangiare sempre di più e qualitativamente sempre peggio, con cibi apparentemente sani ma pieni di grassi, zuccheri, coloranti, conservanti ed additivi chimici vari, dall’altra si pubblicizza un’alimentazione sana o pseudo tale, con barrette dietetiche dalla dubbia composizione, diversi yogurt con caratteristiche tali da aiutare l’intestino, abbassare i livelli di colesterolo e così via, cibi integrali, a lievitazione naturale, senza grassi idrogenati, ecc…

Ma cosa succede se andiamo a cena fuori con qualcuno fissato per la perfetta forma fisica ed il mangiar sano? Si scatena il dramma! Dovete in primis valutare l’offerta del ristorante: che abbia una cucina gluten-free (oltre ai celiaci veri ci sono anche tanti fissati), che offra un menù vegetariano ed anche uno vegano. E poi… giunge il momento dell’ordinazione! Qui è il panico, l’apoteosi!!!

“Mi scusi, prima di tutto vorrei ordinare delle crudités, che creano una pellicola sulle pareti dell’intestino e limitano l’assorbimento dei grassi; ma mi raccomando: che siano a base principalmente di finocchio, perché la carota contiene troppi zuccheri! Poi, come antipasto, gradirei del salmone, ricco di Omega 3, ma rigorosamente senza burro, perché sono intollerante al lattosio ed in ogni caso è meglio evitare l’eccesso di grassi saturi che aumentano il colesterolo. Niente verdure grigliate, perché se sono troppo abbrustolite possono essere cancerogene. L’insalatina no, che mi gonfia. Magari ci può aggiungere germe di grano con una goccia di olio extravergine di oliva D.O.P., una spruzzatina di limone bio ed un pizzichino di sale rosa dell’Himalaya, che aiuta a combattere l’ipertensione, ma meglio se arricchito con iodio, visto che non ne contiene ed invece aiuta il funzionamento della tiroide. Accanto, solo un pezzo di pane senza glutine, integrale e impastato con lievito madre, così mantiene l’indice glicemico basso ed è più facilmente digeribile. Come primo, poi, gradirei una mezza porzione di zuppa di cereali integrali con pochi legumi, così assumo la giusta dose di carboidrati e proteine vegetali senza appesantirmi eccessivamente, sempre conditi con un filo d’olio extravergine di oliva. Come secondo, invece, del pesce azzurro, che fa tanto bene: uno sgombro al cartoccio, magari condito con un pesto di noci e mandorle fresche, ricche di acido oleico e minerali antiossidanti. Ma mi raccomando, fresche, non cotte, altrimenti addio alle qualità nutrizionali! Contorno di verdure al vapore, così non se ne perdono del tutto le caratteristiche organolettiche. Accompagnerei il tutto con acqua oligominerale liscia, purissima, di fonte ed imbottigliata, a temperatura appena fresca, non fredda, altrimenti rischio un blocco della digestione, ed un calice di vino rosso, ricco di polifenoli, ma solo uno, perché troppo alcool fa male al fegato. Niente frutta dopo cena, perché fermenta e causa sgradevoli ripercussioni. Ovviamente niente dolci, per carità, che sono veleno! Come caffè, al massimo posso prendere un ginseng. Grazie. Tu invece, cara, cosa prendi?” – “Il primo taxi!!!”