Salerno città per ricchi

Era piuttosto evidente che la mia città, sempre più bella, pulita, trasformata da luci d’artista, movida e porti turistici in polo di attrazione nazionale e sovranazionale, stava diventando una città molto ambita, anche e soprattutto da speculatori evidentemente ben ammanigliati a politici compiacenti. Purtroppo questa città sta diventando davvero accessibile sempre più a chi se lo può permettere, come una piccola Dubai (solo per i costi, però) e sempre meno ai suoi cittadini medi, costretti a spostarsi in provincia. L’articolo che segue evidenzia questo fenomeno con un solo errore: le case nuove costano mediamente 5.000 €/mq e non valgono il prezzo pagato.

https://salernosera.it/salerno-solo-case-vuote/

Annunci

Cenare con un ortoressico.

Ecco qui un termine “nuovo”. Eravamo abituati, ormai, ad anoressia e bulimia, due seri disturbi dell’alimentazione. Ma cos’è l’ortoressia? Letteralmente è la mania dell’alimentazione corretta. Così, se da una parte veniamo invogliati dalle pubblicità a mangiare sempre di più e qualitativamente sempre peggio, con cibi apparentemente sani ma pieni di grassi, zuccheri, coloranti, conservanti ed additivi chimici vari, dall’altra si pubblicizza un’alimentazione sana o pseudo tale, con barrette dietetiche dalla dubbia composizione, diversi yogurt con caratteristiche tali da aiutare l’intestino, abbassare i livelli di colesterolo e così via, cibi integrali, a lievitazione naturale, senza grassi idrogenati, ecc…

Ma cosa succede se andiamo a cena fuori con qualcuno fissato per la perfetta forma fisica ed il mangiar sano? Si scatena il dramma! Dovete in primis valutare l’offerta del ristorante: che abbia una cucina gluten-free (oltre ai celiaci veri ci sono anche tanti fissati), che offra un menù vegetariano ed anche uno vegano. E poi… giunge il momento dell’ordinazione! Qui è il panico, l’apoteosi!!!

“Mi scusi, prima di tutto vorrei ordinare delle crudités, che creano una pellicola sulle pareti dell’intestino e limitano l’assorbimento dei grassi; ma mi raccomando: che siano a base principalmente di finocchio, perché la carota contiene troppi zuccheri! Poi, come antipasto, gradirei del salmone, ricco di Omega 3, ma rigorosamente senza burro, perché sono intollerante al lattosio ed in ogni caso è meglio evitare l’eccesso di grassi saturi che aumentano il colesterolo. Niente verdure grigliate, perché se sono troppo abbrustolite possono essere cancerogene. L’insalatina no, che mi gonfia. Magari ci può aggiungere germe di grano con una goccia di olio extravergine di oliva D.O.P., una spruzzatina di limone bio ed un pizzichino di sale rosa dell’Himalaya, che aiuta a combattere l’ipertensione, ma meglio se arricchito con iodio, visto che non ne contiene ed invece aiuta il funzionamento della tiroide. Accanto, solo un pezzo di pane senza glutine, integrale e impastato con lievito madre, così mantiene l’indice glicemico basso ed è più facilmente digeribile. Come primo, poi, gradirei una mezza porzione di zuppa di cereali integrali con pochi legumi, così assumo la giusta dose di carboidrati e proteine vegetali senza appesantirmi eccessivamente, sempre conditi con un filo d’olio extravergine di oliva. Come secondo, invece, del pesce azzurro, che fa tanto bene: uno sgombro al cartoccio, magari condito con un pesto di noci e mandorle fresche, ricche di acido oleico e minerali antiossidanti. Ma mi raccomando, fresche, non cotte, altrimenti addio alle qualità nutrizionali! Contorno di verdure al vapore, così non se ne perdono del tutto le caratteristiche organolettiche. Accompagnerei il tutto con acqua oligominerale liscia, purissima, di fonte ed imbottigliata, a temperatura appena fresca, non fredda, altrimenti rischio un blocco della digestione, ed un calice di vino rosso, ricco di polifenoli, ma solo uno, perché troppo alcool fa male al fegato. Niente frutta dopo cena, perché fermenta e causa sgradevoli ripercussioni. Ovviamente niente dolci, per carità, che sono veleno! Come caffè, al massimo posso prendere un ginseng. Grazie. Tu invece, cara, cosa prendi?” – “Il primo taxi!!!”

Pasta con broccoli, alici e pecorino.

Ma chi l’ha detto che alici e pecorino insieme non stanno bene? I tarantini, per tradizione, preparano le cozze gratinate in cui aggiungono anche una spolverata di parmigiano, dopotutto. Va da sé che non sempre formaggio e pesce non si possano accoppiare. Provate a far soffriggere uno spicchio di aglio con qualche alice sott’olio, aggiungete i broccoletti lessati e fateli cuocere un po’. A parte lessate la pasta che preferite (in questo caso ho usato fusilli integrali) e poi uniteli in padella ai broccoli, facendo mantecare con una spruzzata di pecorino e, volendo, qualche goccia di olio piccante. Vi leccherete i baffi (con buona pace di chi dice che il pesce non si sposa col formaggio)!!!

Buon appetito!

Dipendenza da zuccheri e junk food: come liberarsene? Con leggi a tutela del consumatore, come con il tabacco.

Quante volte lo abbiamo sentito dire? Ma quanta attenzione abbiamo dato veramente a quest’informazione? Il cibo spazzatura e gli zuccheri raffinati fanno male! “Grazie tante!”, direte voi… Eppure continuiamo tutti ad ignorare il problema. Continuano a susseguirsi studi sempre più apocalittici sulle conseguenze catastrofiche che taluni alimenti hanno sulla nostra salute ma sia noi, singoli individui, sia le istituzioni non facciamo niente per tutelarci. Centinaia di pubblicità e di film ci invogliano a mangiare ciò che fa male, nelle nostre scuole dilagano distributori di junk food per poter incassare un po’ di soldi a scapito della salute dei nostri ragazzi (ai quali, senza coerenza, si insegna a scuola l’alimentazione sana e la dieta mediterranea), bar e fast food della peggior categoria aprono ovunque, davanti alle casse dei supermercati ogni genere di schifezza fa bella mostra di sé, invogliando chi è in coda a mettere nel carrello cose di cui non ha alcuna necessità. L’unico fast food che potrebbe essere una valida alternativa contro le schifezze è Pret a Manger, catena britannica che snobba il mercato italiano ma che offre un’infinità di pietanze ricche di frutta e verdura davvero gustosissime. Anche i succhi di frutta per bambini, spacciati come fonte di vitamine e quindi apparentemente sani, sono un pericoloso concentrato di zuccheri, e altrettanto pericolose sono le bibite senza zucchero che contengono sostanze pericolose per l’organismo:

https://dilei-it.cdn.ampproject.org/v/s/dilei.it/mamma/succhi-di-frutta-bambini-troppi-zuccheri/493444/amp/?amp_js_v=a2&_gsa=1&usqp=mq331AQCCAE%3D#aoh=15497166004810&_ct=1549716604574&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Fdilei.it%2Fmamma%2Fsucchi-di-frutta-bambini-troppi-zuccheri%2F493444%2F

https://www-repubblica-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.repubblica.it/salute/alimentazione/2017/06/10/news/bambini_succhi_di_frutta_salute-166735685/amp/?amp_js_v=a2&_gsa=1&usqp=mq331AQCCAE%3D#referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Fsalute%2Falimentazione%2F2017%2F06%2F10%2Fnews%2Fbambini_succhi_di_frutta_salute-166735685%2Famp%2F%23referrer%3Dhttps%253A%252F%252Fwww.google.com%26amp_tf%3DDa%2520%25251%2524s

https://www.iobenessere.it/bibite-light/

https://www.dissapore.com/alimentazione/le-bevande-zero-calorie-fanno-ingrassare/

Non esistono, in Italia come nella maggior parte dei Paesi europei, leggi che regolamentino il fenomeno in modo serio. Si potrebbe limitare, ad esempio, la pubblicità di questi prodotti solo al di fuori delle fasce orarie protette, vietarne l’esposizione davanti alle casse dei supermercati, vietarne la pubblicità ingannevole, in cui si spacciano per sani prodotti ricchi di zuccheri, conservanti, coloranti, OGM, grassi nocivi e chi più ne ha più ne metta. In alcune Nazioni il problema è già stato efficacemente affrontato, come si può leggere ai link sottostanti:

https://www-repubblica-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/diritti-consumatori/2018/10/30/news/cibo_spazzatura_e_marketing_per_bambini_l_oms_bacchetta_anche_l_italia-210296511/amp/?amp_js_v=a2&amp_gsa=1&usqp=mq331AQCCAE%3D#aoh=15497004721916&csi=1&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s

https://tg24-sky-it.cdn.ampproject.org/v/s/tg24.sky.it/salute-e-benessere/2017/07/26/junk-food-tabacco-nuove-regole.amp.html?amp_js_v=a2&_gsa=1&usqp=mq331AQCCAE%3D#referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Ftg24.sky.it%2Fsalute-e-benessere%2F2017%2F07%2F26%2Fjunk-food-tabacco-nuove-regole.html

Ma cos’è la dipendenza da cibo-spazzatura e, soprattutto, da zuccheri? Esiste davvero oppure è l’ennesima invenzione mediatica? Ahimè, purtroppo esiste davvero ed è molto più pericolosa per la nostra salute di quanto si pensi. Studi e ricerche hanno dimostrato come questo tipo di dipendenza non sia differente da quella per le droghe come la cocaina, come si vada incontro a crisi di astinenza quando si tenta di rinunciarvi (motivo per cui è così difficile), e quanto sia facile ricadervi di continuo, anche grazie alla pubblicità bombardante che subiamo quotidianamente. E se reintegriamo gli zuccheri raffinati nella nostra alimentazione dopo un periodo di disintossicazione, tendiamo ad aumentarne la quantità, ingrassando più di quanto eravamo dimagrita, generando tra l’altro un circolo vizioso.

Nei vari studi, però, si pontifica su come sia, tutto sommato, facile mangiare bene, dando consigli che fondamentalmente implicano due cose che chi mangia male non ha più: calma e, soprattutto, tempo da dedicare a sé stesso (palestra, spesa che comprende pesce, frutta e verdura fresche, fino a consigliare lunghe passeggiate rilassanti e disintossicanti, magari dove l’aria è buona…)

Tutti questi studi hanno, inoltre, rilevato la stretta correlazione tra la massiccia assunzione di cibo spazzatura, zuccheri e malattie quali l’Alzheimer, il cancro, disordini del sistema metabolico, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, fragilità ossea ed osteoporosi. Tutte, ovviamente, con insorgenza precoce. Senza contare i problemi immediati, tra i quali cefalee e disturbi del sonno.

Erroneamente pensiamo, come ogni tossico che si rispetti, che noi siamo immuni dall’esagerare con queste schifezze, che non ne mangiamo così tante da poterci sentire coinvolti in prima persona, che il problema riguarda altri e, soprattutto, che con un po’ di moto e una dieta, POSSIAMO SMETTERE QUANDO VOGLIAMO!!! 🤐

https://news.fidelityhouse.eu/salute/ecco-perche-il-cibo-spazzatura-crea-dipendenza-173655.html

http://www.discorsivo.it/magazine/2018/11/23/dipendenza-da-cibo-spazzatura/

Per dimagrire è meglio eliminare carboidrati o i grassi? L’esperimento dei due gemelli

https://www-ohga-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.ohga.it/il-cibo-spazzatura-crea-dipendenza-causando-anche-vere-e-proprie-crisi-di-astinenza/amp/?amp_js_v=a2&amp_gsa=1&usqp=mq331AQCCAE%3D#aoh=15496951997271&csi=1&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Fwww.ohga.it%2Fil-cibo-spazzatura-crea-dipendenza-causando-anche-vere-e-proprie-crisi-di-astinenza%2F

https://www-wired-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.wired.it/amp/188394/scienza/medicina/2017/09/04/zucchero-dipendenza-cocaina/?amp_js_v=a2&amp_gsa=1&usqp=mq331AQCCAE%3D#referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Fwww.wired.it%2Fscienza%2Fmedicina%2F2017%2F09%2F04%2Fzucchero-dipendenza-cocaina%2F

https://www.wellme.it/dieta-e-alimentazione/nutrirsi-sano/2548-disintossicarsi-zucchero-droga

https://www.linkiesta.it/it/article/2017/10/11/lo-zucchero-quando-e-raffinato-funziona-come-una-droga/35789/

https://www-starbene-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.starbene.it/alimentazione/mangiare-sano-alimentazione/zuccheri-il-programma-per-sconfiggere-la-dipendenza/?amp_js_v=a2&amp_gsa=1&amp=true&usqp=mq331AQCCAE%3D#referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Fwww.starbene.it%2Falimentazione%2Fmangiare-sano-alimentazione%2Fzuccheri-il-programma-per-sconfiggere-la-dipendenza%2F

https://www-repubblica-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/diritti-consumatori/2018/10/30/news/cibo_spazzatura_e_marketing_per_bambini_l_oms_bacchetta_anche_l_italia-210296511/amp/?amp_js_v=a2&amp_gsa=1&usqp=mq331AQCCAE%3D#aoh=15497004721916&csi=1&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s

La classe non è acqua: è Fluida!

Finalmente ho un attimo di tempo per scrivere due parole sul successo di una splendida persona. Si tratta della mia “concognata”, neologismo scherzoso con cui da anni la chiamo (in analogia col termine “consuocero”: nel nostro caso, a genero/nuora si sostituiscono cognato/cognata. Per farla breve, mio fratello è il marito di sua sorella).

Forse potrò sembrare un po’ di parte e, forse, lo sono davvero. Ma sono veramente convinta che il giusto e meritato riconoscimento, prima o poi, arrivi per tutti. E adesso è il suo turno! Questa splendida donna, Gilda Pantuliano (in arte Fluida), le cui capacità spesso non sono state oggetto dell’apprezzamento che meritavano, ha avuto sempre una spiccata sensibilità nei confronti dell’arte. Un po’ per passione e un po’ per diletto, ama fare scatti fotografici che poi rielabora al computer. Senza aspettarsi grandi risultati, con l’umiltà che la caratterizza, spronata anche dal marito, ha deciso di iscriversi ad un concorso internazionale di fotografia. E quale non è stata la sua sorpresa quando lo ha vinto, quando ha scoperto che la critica ha apprezzato moltissimo le sue opere! Le immagini che la stanno rendendo nota stanno già varcando i confini nazionali, per essere esposte prima ad Amburgo e poi a Madrid.

Ma le mie parole non rendono onore a tutto il lavoro reale e di introspezione che si cela dietro ai capolavori di Fluida. Chi volesse comprendere meglio le opere di quest’artista, può leggere l’intervista che le ha fatto Mariano Del Preite (ANSA):

http://www.ansa.it/campania/notizie/2019/01/30/arte-fluida-per-raccontare-i-sogni-e-linconscio_0ed1d93f-7528-442c-acce-618120e3e6a8.html

Come definireste uno Stato così?

stato ladro

Gent.mo Primo Ministro On. Giuseppe Conte,

Gent.mi Vicepresidenti del Consiglio dei Ministri On. Luigi Di Maio, On. Matteo Salvini,

non sono un’economista né una politologa ma semplicemente una cittadina italiana che ha da porvi una sola domanda: se un lavoratore che non paga le tasse è un evasore fiscale, come si definisce uno Stato che non paga i suoi cittadini e, per di più, emana leggi che glielo consentono?

Sono architetto o, meglio, lo ero. Purtroppo, lo Stato italiano non mi ha consentito di continuare a perseguire i miei sogni e, essendo divorziata con due figlie con la necessità di mettere il piatto in tavola, ho dovuto abbandonare la mia carriera professionale, chiudere studio e P.IVA dopo 13 anni di attività, studiare e vincere il concorso a cattedra: adesso insegno e, per quanto mal pagata, garantisco una dignità economica alla mia famiglia.

Ma sarò più chiara facendo un esempio diretto sull’ultima causa di tanta indignazione, esempio che sono sicura troverà analoghi in tutta Italia. Nel 2009 ho intrapreso una causa civile contro un Comune della Provincia di Salerno per essere stato inadempiente nei miei confronti e non aver completato il pagamento che mi spettava in qualità di responsabile per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori di risistemazione del campo sportivo comunale. Premetto che la mia presenza sul cantiere è stata assidua e che ero presente anche in pieno agosto (2007), incinta al quinto mese di una gravidanza trigemina, assicurandomi che tutto si svolgesse secondo le norme vigenti. La causa in questione è durata 9 anni e nel gennaio 2018 è stata emessa la sentenza definitiva che ha condannato il Comune a pagare. Nei vari scambi tra il mio legale e quello del Comune, si è giunti ad oggi che ancora non ho visto un centesimo e, perdipiù, mi è arrivata una cartella esattoriale per il pagamento della registrazione della sentenza (che avrebbe dovuto pagare sempre il Comune ma, poiché la legge prevede che siamo obbligati in solido, la cartella è arrivata a me. Poi dovrei rivalermi ancora una volta sulla controparte che non paga e con i tempi biblici della giustizia italiana! Sembra una barzelletta…). Il mio legale, a questo punto, ha richiesto la solvibilità del Comune presso la banca tesoriera per poter eseguire il pignoramento. Ma è qui che viene il bello! Come da normativa, si può richiedere il pignoramento ad un Comune solo presso la sua banca tesoriera e, come consente la normativa, ogni 6 mesi il Comune fa richiesta di impignorabilità presso l’istituto di credito consegnando il bilancio dal quale si evince che le spese da affrontare sono superiori alla disponibilità sul conto. E, ancora da normativa vigente, non si possono pignorare i conti postali, sui quali pervengono i pagamenti dei cittadini riguardo a tasse varie (IMU, TARES, diritti di segreteria, oneri vari urbanistici ed edilizi, multe e chi più ne ha più ne metta!)

Ma non è finita qui: oltre al danno anche la beffa!

In passato, se la giustizia italiana era stata troppo lenta, ci si poteva rivolgere alla Corte Europea per i diritti dell’uomo al fine di essere risarciti dallo Stato italiano (pensate che una causa di mio padre è durata 30 anni!) con cifre accettabili. Ma, poiché le lungaggini della nostra giustizia sono all’ordine del giorno e lo Stato doveva esborsare cifre notevoli, l’Italia ha pensato bene di intervenire con la cosiddetta Legge Pinto (L. 89/2001), che non consente più di rivolgersi alla Corte Europea e paga risarcimenti davvero irrisori (dai 500 ai 1500 euro per ogni anno di ritardo sulla durata ragionevole del processo, dove per durata ragionevole del processo si considerano 3 anni se termina col primo grado, altri due anni se termina col secondo grado ed un altro anno per il giudizio di legittimità). Grazie alla Legge di Stabilità del 2016, ci sono state nuove restrizioni a questo “equo risarcimento”, che di equo ha solo il nome: il risarcimento è sceso ad una cifra tra i 400 e gli 800 euro per ogni anno di ritardo, con maggiorazione del 20% dopo il terzo e del 40% dopo il settimo o con diminuzioni per ragioni varie; inoltre, i motivi di inammissibilità della domanda sono aumentati (e nel caso si rischia anche di dover pagare, invece di essere risarciti!). Ancora, per presentare la richiesta di equo risarcimento, i documenti necessari sono numerosi e constano di diverse centinaia di pagine, nella maggior parte dei casi: è necessario depositare copia autentica dell’atto di citazione, ricorso, comparse e memorie relative al procedimento per cui si agisce; i verbali di causa ed i provvedimenti del giudice; il provvedimento che definisce il giudizio in maniera irrevocabile (www.cittadinanzattiva.it). Le copie conformi non sono gratuite (88,47 € per le prime 100 copie + 40,39 € ogni gruppo di 100 pagine successive).

Insomma, come dicevo, oltre al danno anche la beffa: un cittadino non viene pagato dallo Stato, chiede giustizia presso i Tribunali ed i giudici gli danno ragione in tempi lunghissimi. Se tenta di chiedere un risarcimento per questi tempi lunghi deve spendere un sacco di soldi e non è certo che venga risarcito, per giunta con una miseria, ma rischia addirittura di dover pagare lo Stato (da 1.000 a 10.000 €). Lo Stato continua a non pagare, crea delle leggi per perpetrare ingiustizie ai danni dei suoi cittadini, dando la possibilità di dichiarare impignorabili i suoi beni e addirittura pretende che la parte lesa paghi una tassa sulla registrazione della sentenza! Non trovate esilarante tutto ciò? Io lo troverei davvero geniale, se non fosse grottesco!

Questo è solo uno dei molteplici esempi che potrei fare. Ho scelto solo l’ultima cosa in ordine cronologico che mi ha indignata. Ma adesso Vi ripeto la domanda: se un lavoratore che non paga le tasse lo chiamate evasore fiscale, come definite VOI uno Stato che non paga i suoi cittadini e, per di più, emana leggi che glielo consentono?

Con la speranza di aver aperto la strada ad una seria riflessione, Vi auguro buon lavoro e porgo

Distinti Saluti

Bohemian rhapsody.

Questa sera sono andata a vedere il film sui Queen e Freddy Mercury. Il film è fatto molto bene ed il protagonista è magistrale. Bravi anche gli altri attori e la storia è quella di un grande sognatore e del suo sogno.

Però l’amarezza per il senso di vuoto e solitudine che ha caratterizzato la vita di quell’incredibile artista, il conseguente tentativo di riempire quel vuoto che talvolta lo sommergeva mediante l’uso di alcool, droga e la compagnia di personaggi discutibili che lo sfruttavano, mi ha profondamente colpita. E quando finalmente aveva trovato un equilibrio, è arrivata la malattia che ha stroncato il suo genio.

Vale la pena vedere questo film, tenendo presente però che non ne uscirete indenni…