Liceo Tasso Salerno: rientrata la protesta. Ma cosa c’entrava la Digos?

Immagine tratta da Cronache di Salerno

A quanto si legge da alcune testate, pare che la protesta di ieri sia rientrata (per conoscere la vicenda, potete leggerla al seguente link: https://arabafelicissima.wordpress.com/2022/03/25/storia-di-ordinaria-disinformazione/?preview=true) e che la preside non sia stata denunciata dai familiari delle ragazze coinvolte.

Gli articoli possono essere letti ai seguenti link:

https://www.cronachesalerno.it/rientrata-la-protesta-degli-studenti-del-liceo-tasso-che-ieri-erano-in-sit-in/

https://www.salernonotizie.it/2022/03/26/liceo-tasso-rientra-la-protesta-colloquio-studenti-preside-niente-occupazione/

Personalmente, da madre, avrei chiesto di visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nei corridoi della scuola per comprendere cosa fosse davvero accaduto nella mattinata di ieri, perché è ovvio che tanto le ragazze quanto la dirigente avevano tutto l’interesse a dichiarare ciò che faceva più comodo loro. Ma, a quanto mi risulta, questo passaggio non è avvenuto. In questo mio pensiero non c’è polemica ma insegnamento, perché sembra che chi comanda abbia i diritti e gli altri i doveri. Mi spiego meglio: se mia figlia avesse sbagliato e se le dichiarazioni sulla dirigente fossero state false, quindi diffamatorie, le conseguenze che la ragazza avrebbe dovuto scontare avrebbero dovuto essere molto più severe, data la gravità dell’atto diffamatorio, ed anche io da madre ne avrei dovuto subire le conseguenze. Ma se così non fosse stato, allora sarebbe stato giusto che altri si assumessero le proprie responsabilità invece di chiedere protezione. Dagli articoli dei quotidiani si legge che i quattro rappresentanti degli studenti sono stati accompagnati al colloquio con la dirigente da due agenti della Digos. Perché? La prof.ssa Santarcangelo si sentiva minacciata? Dal tono degli studenti durante l’intervista di ieri non apparivano aggressivi o minacciosi. Niente affatto. Anzi, sembravano molto lucidi e pacati. E dunque? Gli agenti della Digos avevano il compito di intimidire, con la loro presenza, gli studenti? Non sarebbe stato più opportuno che la dirigente si fosse fatta affiancare dal vicepreside e, se proprio lo avesse ritenuto più sicuro, da un altro docente?

Ripeto, è una personale sensazione e magari sbaglio, magari gli agenti non hanno presenziato al colloquio (non mi è ancora dato saperlo) e sono rimasti fuori dalla presidenza, ma questo clima che si respira non mi piace, ed il rispetto dei propri diritti, oltre che dei doveri, deve essere insegnato già a scuola, senza manovre di subdola intimidazione.

Può darsi che questa vicenda abbia insegnato a tutti, adulti e studenti, una lezione di vita: questa volta è andata bene a tutti, non è detto però che le cose vadano sempre così. Quindi attenti a comportarci sempre bene, altrimenti dovremo subire le conseguenze delle nostre azioni: in questo caso, è toccato ad una persona sola, una studentessa. Altre responsabilità non sono state indagate oppure si è scelto di perdonarle. Ma non sempre si può sperare nell’uso di due pesi e due misure.

Intelligenti pauca.

Liceo Tasso di Salerno e giornalismo: storia di ordinaria disinformazione.

Immagine tratta dal Corriere del Mezzogiorno

Ieri mattina, presso il Liceo Classico Torquato Tasso di Salerno, una delle scuole storiche più conosciute della città, si è verificato un fatto increscioso. Ma, a mio avviso, più increscioso è stato il comportamento dei giornalisti salernitani che, ancora una volta, non hanno fatto il proprio mestiere, limitandosi a riportare solo una versione della storia, quella di chi comanda: la dirigente. Purtroppo, sempre più spesso assistiamo a questo modo superficiale di fare giornalismo, senza porsi né porre domande.

Ma procediamo con ordine. Da lunedì 21 marzo u. s. ha avuto inizio la Settimana dello studente presso il menzionato Liceo. Si tratta di un periodo di tempo durante il quale gli studenti stessi organizzano dei corsi che non hanno necessariamente attinenza con materie di studio, nei quali insegnano qualcosa di particolare o originale ai loro compagni, secondo il ben noto schema del peer to peer. Di norma i ragazzi si iscrivono ai corsi che ritengono più interessanti, potendosi mischiare in classi eterogenee anche per fascia di età. Quest’anno, a causa del Covid, i corsi sono stati tenuti da gruppi di alunni che si spostavano tra le classi i cui studenti, però, non potevano lasciare gli abituali spazi di studio, non realizzando quella promiscuità che è alla base di questo tipo di programmazione. Di conseguenza, il tutto si stava svolgendo in maniera piuttosto ordinata, sotto la supervisione dei docenti, con alcuni studenti che svolgevano un servizio di controllo ed i tutor che giravano ogni due ore tra le varie classi, secondo un orario ben stabilito e calendarizzato. Va da sé che, probabilmente, nello spostarsi tra i corridoi semideserti, talvolta i ragazzi abbassassero sotto al naso le mascherine per poter respirare liberamente, tant’è che la dirigente aveva emesso una circolare, nella giornata di mercoledì, per ribadire l’importanza del rispetto delle regole anti-Covid. E fin qui, tutto nella norma.

Veniamo, ora, agli avvenimenti occorsi nella giornata di ieri, 24 marzo. Le testate giornalistiche locali hanno riportato la versione della dirigente che, invece di parlare con i rappresentanti degli studenti, si è precipitata a dare la propria versione ai giornali che, a loro volta, non si sono preoccupati di chiedere ai ragazzi la loro versione dei fatti ma, come da italico costume, hanno riportato solo le parole di chi comanda.

https://www.ilmattino.it/salerno/alunna_senza_mascherina_bufera_liceo_classico_tasso-6585059.html

https://www.salernonotizie.it/2022/03/25/liceo-tasso-senza-mascherina-rischia-sospensione-studenti-minacciano-occupazione/

https://salernosera.it/sospesi-perche-senza-mascherina-sit-in-al-tasso/

Dai link sopra riportati, sembrerebbe che tre studentesse, sorprese con le mascherine “non correttamente indossate” siano state riprese dalla dirigente che, inascoltata, sarebbe stata costretta a sospendere una delle 3 (perché, poi, solo una, non è dato saperlo). La dirigente, inoltre, sosterrebbe di essersi semplicemente attenuta alle sanzioni previste dal regolamento d’istituto. Per questa ragione si sarebbe scatenata la rivolta degli studenti.

Ora mi domando: basta davvero così poco per far scatenare la protesta studentesca? Personalemente non lo credo e non mi sono accontentata di questa versione, così ho fatto ciò che un giornalista dovrebbe fare, pur non essendo io stessa una giornalista: ho indagato la versione degli studenti ed ho chiesto lumi ad alcuni docenti che, comprensibilmente, vogliono restare anonimi.

Ecco quanto dichiarato dalle ragazze e da alcuni testimoni: uscite da un’aula nella quale avevano tenuto un corso, le ragazze avevano abbassato le mascherine sotto al naso. Sorprese dalla dirigente, quest’ultima avrebbe iniziato ad inveire contro di loro mediante turpiloquio, ne avrebbe strattonata una in malomodo, prendendola per la maglia ed il reggiseno, dicendole che non meritava di esistere ed accusandola che se le fosse venuto un infarto sarebbe stato per colpa sua. Alla fine avrebbe comminato alle tre ragazze un giorno di sospensione con obbligo di frequenza, tipologia di sanzione non prevista dal regolamento di istituto, art. 76, né dal regolamento anti-Covid nel quale non si parla affatto di sanzioni. Pare, infine, che i genitori delle ragazze abbiano presentato regolare denuncia agli organi competenti.

In seguito a questa discordanza di informazioni, ho chiesto delucidazioni ad alcuni docenti del Liceo che, come dicevo, comprensibilmente hanno voluto restare anonimi. I docenti mi hanno spiegato che la dirigente non sarebbe nuova ad accessi di collera e ad episodi di apparente squilibrio emotivo.

Alla luce di quanto esposto, appare evidente la decisione degli studenti di manifestare contro l’accaduto: se la dirigente si fosse limitata a comminare una sanzione, nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare. Sono stati, invece, i modi aggressivi e lesivi della dignità delle giovani che hanno scatenato la protesta studentesca. Si cerca di insegnare ai ragazzi il rispetto delle regole solo a parole, non dando il buon esempio? Si pretende di insegnare che esistono doveri senza diritti? Pare che i rappresentanti degli studenti abbiano provato più volte a parlare con la dirigente la quale, però, oltre a rifiutare un confronto, si è rivolta ai giornalisti, quasi a voler mettere le mani avanti.

Questa mattina i ragazzi hanno organizzato un sit-in davanti alla scuola in attesa dell’arrivo della dirigente, esponendo le loro richieste. Intorno alle 11 la prof.ssa Santarcangelo sarebbe arrivata, entrando a scuola dall’ingresso posteriore ed evitando, ancora una volta, di ricevere i rappresentanti di istituto. Solo dopo circa mezz’ora avrebbe accolto gli allievi che volevano consegnarle un documento con le richieste dell’assemblea. E fin qui giungono, al momento, le informazioni da me raccolte.

Ora, almeno, sono state presentate entrambe le versioni dell’accaduto. Ai lettori le valutazioni del caso.

Certo è che non si può continuare a fare giornalismo in questo modo, a percepire uno stipendio senza scollare il sedere dalla sedia o disturbarsi a fare qualche telefonata, aspettando semplicemente che giunga una notizia scritta ed inviata da qualcuno e non verificata. Il giornalismo dovrebbe essere un’altra cosa.

Di un’ora fa fortunatamente un’altra versione dell’accaduto, riportata sul Corriere del Mezzogiorno. A quanto pare almeno loro si sono scomodati a fare il loro mestiere (ma, anche qui, parziale: pare sia riportata solo la versione degli alunni).

https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/22_marzo_25/liceo-tasso-salerno-mascherina-abbassata-corridoi-preside-sgrida-studentessa-parole-forti-6bae0350-ac2a-11ec-9259-ad1827416471.shtml

Qui il servizio mandato in onda al tg delle 14, oggi, da Telecolore:

https://youtu.be/pa2oA8AOS00

I ragazzi, che abbiano torto o ragione, andrebbero comunque ascoltati, perché il futuro del nostro Paese è nelle loro mani e se noi adulti, che dovremmo dare il buon esempio, non siamo in grado di insegnare loro che hanno diritti, oltre a doveri, rischiamo di insegnare loro che la dittatura è preferibile alla democrazia, e con la deriva che stanno prendendo le nostre ex democrazie occidentali sarebbe il caso di riportare un po’ di equilibrio e raziocinio. A partire dai media, che sempre meno frequentemente garantiscono pluralità di informazione e censurano ciò che non fa comodo a chi comanda. Non per niente, la libertà di informazione in Italia è scesa così in basso nelle classifiche mondiali, al 41° posto dopo Gahana e Burkina Faso.

https://rsf.org/en/ranking