PRENDO LE DISTANZE

Immagine tratta da: https://www.avvenire.it/amp/attualita/pagine/manifestazione-no-green-pass-a-roma-tefferugli

Prendo le distanze dal centinaio di facinorosi violenti che hanno rovinato la manifestazione legittima e pacifica di decine di migliaia di persone.
Prendo le distanze da alcuni elementi della polizia che hanno caricato con manganelli, getti d’acqua e fumogeni i manifestanti seduti a terra e/o con le mani alzate, mentre il resto della polizia non è intervenuta a fermare i violenti.
Prendo le distanze dai cosiddetti giornalisti che manipolano l’informazione e che non garantiscono la pluralità della stessa, incapaci di fare indagini giornalistiche, limitandosi a riportare ciò che viene detto loro, facendo di tutta l’erba un fascio.
Prendo le distanze da tutti coloro che fomentano l’odio, etichettando chiunque la pensi diversamente, insultando, ingiuriando, segregando, discriminando e minacciando.

5 ore di diretta della manifestazione di ieri 9 ottobre 2021. Chi le ha viste? Io sì. I giornali hanno riportato i pochi, assolutamente deprecabili atti violenti di una minima parte dei manifestanti. Ma c’erano anche migliaia di persone che manifestavano pacificamente, alcune delle quali hanno anche cercato di fermare i pochi facinorosi (ma si sa: fanno più rumore e notizia 100 violenti che 50.000 persone pacifiche). Ho visto le immagini della polizia che caricava con fumogeni e getti d’acqua i manifestanti seduti a terra con le braccia alzate. Ho visto anche, come tutti, dei pezzi di escremento violenti (alcuni dei quali, nel caso delle camionette “assaltate”, cioè fatte oscillare alcuni secondi, palesemente si sono attivati quando hanno visto di essere ripresi) che hanno screditato il sacrosanto diritto di manifestare di migliaia di persone, oscurandone le legittime motivazioni. Ho visto e sentito, poi, i “giornalisti” italiani, incapaci ormai di fare il proprio dovere, riportando solo una parte delle notizie, quelle che fanno piacere al re, ah sì, ah beh, povero re! Sembra di essere tornati ai tempi della propaganda dell’istituto Luce. Solo che ora si chiama RAI, MEDIASET e La7, oltre a La Repubblica, Corriere della Sera & Co.
Prendo le distanze da tutto questo.

Prendo le distanze da chi definisce violenti TUTTI coloro che sono stati definiti superficialmente e colposamente “novax”: se c’è tanta violenza e tanto odio, è stato fomentato prima di tutto dai giornalai italiani.
Sono veramente arrabbiata per tutto ciò che vedo e sento. È un mondo che non mi piace più, in cui non mi riconosco, un mondo in cui l’idea di far crescere le mie figlie mi atterrisce, diviso tra buoni e cattivi, tra “noi” e “loro”, tra tesserati e non tesserati.
Sono e sono sempre stata una pacifista, ho fatto fare alle mie figlie ogni tipo di vaccino, anche non obbligatorio, e persino quello sul papilloma virus sul quale ero molto scettica e tuttora nutro molte perplessità. Adesso, poiché ho molti dubbi e timori su questo cosiddetto vaccino, del quale gli scienziati per primi dicono tutto e il contrario di tutto, per cui preferisco usare cautela e continuare ad informarmi, vengo definita Novax, e di conseguenza, dalla maggior parte delle persone che si lasciano manipolare dall’informazione, violenta. Come succede a me, succede a tantissima altra gente. Improvvisamente, solo perché chiediamo di essere lasciati liberi di scegliere, siamo i “cattivi”. In un contesto di odio così palese è difficile essere lucidi. Medici e scienziati che dicono che se un “novax” va in ospedale non lo cureranno, o che si divertiranno a cercare la vena sbucherellando, o che ci vogliono i campi di concentramento; politici e politicanti che dicono che i “novax” devono essere trattati con il piombo: anche da queste cose vanno prese le distanze ma i media non ne parlano, si dà un differente risalto alle notizie. Si deve mantenere la lucidità ma le cose vanno viste da entrambi i lati della barricata che è stata costruita ad arte per dividere il popolo, gli amici e persino le famiglie.
Questa situazione mi sta provocando una profondissima sofferenza: vivere quotidianamente il giudizio ed il disprezzo altrui sulla tua pelle solo perché ti poni delle domande a cui dai semplicemente risposte diverse, risposte che danno anche una parte di scienziati e costituzionalisti, quindi non proprio campate in aria, fa male. E tutto questo da quando è uscito il siero magico. Fino ad un momento prima eravamo tutti fratelli, affacciati ai balconi a cantare insieme, a scrivere “andrà tutto bene”. E invece non sta andando bene proprio per niente, sta andando sempre peggio.

Questo è più o meno ciò che ho scritto ad una cara amica che, pur avendo posizioni differenti dalle mie, è persona intelligente, una delle poche con cui io riesca ancora a parlare, perché non giudica, come io non giudico lei, perché pur mantenendo le proprie posizioni sa ascoltare le mie. Ormai è cosa rara.

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