Siamo davvero capaci di accettare la libertà?

Ogni giorno leggo commenti assolutamente inauditi scritti da gente che si ritiene (e che anch’io ritenevo) civile. Commenti che auspicano a togliere la parola a chi la pensa diversamente.
Si può esser d’accordo oppure no con le idee altrui ma tappare la bocca di chi non la pensa come noi è davvero la soluzione? Forse sì! Lo pensavano anche Stalin, Lenin, Mussolini, Hitler, Francisco Franco, Pol Pot, Videla, Tito e ai giorni nostri Kim Jong-Un. Tutti noti per la loro liberalità! È davvero questo il modo per risolvere le questioni? Tappare la bocca a chi la pensa diversamente da noi? Francamente, sebbene io non la pensi come tanti altri, la sola idea di impedire a qualcuno di parlare mi fa rabbrividire. Anche dichiarare di voler chiudere la bocca a qualcuno è una forma di violenza, sottile, subdola.
Siamo tutti bravi a parlare di libertà, quando riguarda noi stessi. Lo siamo meno se riguarda gli altri.

“Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente.”
(cit. di Pertini, tratta da quella della saggista E. B. Hall).

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