In amicizia, vi lasciate coinvolgere o preferite rimanere distaccati?

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Ebbene sì, lo confesso: quando voglio bene a qualcuno non sono capace di restare completamente distaccata.  Mi lascio coinvolgere, soffro se un’amica cara o un amico caro soffrono. Riesco a mantenere un certo grado di lucidità, sì, ma cerco di rendermi utile e di far sentire il mio amore quanto più possibile. Anche solo per offrire una spalla su cui piangere o un abbraccio avvolgente. Ed allo stesso modo mi piace condividere i bei momenti e ridere insieme fino alle lacrime, fino a quando i crampi agli zigomi e alla mascella sono così forti da farmi temere una paresi facciale, come una novella Joker. Eppure, non siamo tutti uguali. Per carattere o per esperienze particolari, alcune persone, pur volendo bene ai propri amici, non riescono e non vogliono lasciarsi troppo coinvolgere. Essendo io completamente diversa da costoro, sotto questo aspetto, trovo quest’atteggiamento poco comprensibile. È come se volessero difendersi da eventuali ferite, proteggersi dalla vita stessa. Forse hanno ragione loro, che soffrono meno ed osservano tutto da un punto di vista più distante e, quindi, più oggettivo. Forse… Eppure io lo trovo triste. Trovo fondamentale lasciarmi contaminare dalla vita, pur riuscendo a dominarla, come una malata cronica. Non vorrei mai doverla osservare da lontano. E voi? Cosa ne pensate?