Piccole conquiste da supereroina

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Chi di voi si ricorda di Nonna Abelarda, l’arzilla vecchietta che campeggiava sulle copertine di tutti i nostri quaderni di scuola, insieme al nipote Soldino, quella che è stata soppiantata dalle Winx, Violetta e i Power Rangers, più forte di Braccio di Ferro e più astuta di Topolino? Ebbene, oggi mi sono sentita proprio  come lei! Per quale ragione? Semplice: sono riuscita a farmi la doccia da sola!!! “Ah, beh… Quest’è tutto? Chissà che credevo…” direte voi. E lo avrei detto anch’io, fino a due settimane fa. Ma da quando ci ho sta cavolo di gamba ingessata e non devo poggiarla a terra, mi sento come la versione femminile di Pietro Gambadilegno e le mie prospettive sono cambiate un po’. Come scavalcare il bordo del piatto doccia? Con un saltello? Con una sorta di salto con l’asta usando le stampelle? E se scivolavo e mi trovavo a fare un doppio carpiato con avvitamento a destra? Facevo fuori anche l’altra gamba? L’idea era poco allettante… Ebbene, ho agito così: dopo aver sigillato la gamba ingessata in una busta di plastica chiusa con lo scotch da imballaggio a mò di strenna natalizia ed aver appeso l’accappatoio accanto alla doccia, ho messo lo sgabello di plastica (regalatomi all’uopo) sul piatto doccia; il tutto saltellando per il bagno sempre su una sola gamba, sentendomi come un pupazzo a molla, magari di quelli che certuni mettono sulla cappelliera della loro auto e che fanno “sì sì” con la testa. Quindi, coi piedi ancora fuori dal piatto doccia, mi sono seduta ed ho lasciato andare le stampelle contro il lavandino, pregando che non finissero a terra in zona non raggiungibile. Bene: primo step andato! Ergo ho infilato i piedi dentro, chiuso l’anta e fatto ciò che dovevo fare da seduta. Ah! Che piacere!!! L’acqua calda che veniva giù a ritemprare le membra intorpidite… Ma il difficile doveva ancora arrivare: uscire incolume… Chiusa l’acqua, mi sono alzata su un piede solo, sudando e perdendo, quindi, tutti i benèfici effetti della doccia appena fatta, ben attenta a stare col piede sano sul tappetino antiscivolo, appoggiandomi con una mano al muro bagnato e cercando di tenerla a ventosa, sperando nell’effetto ramarro. Aperta l’anta, ho preso l’accappatoio e l’ho infilato. Indi mi sono seduta di nuovo. Uff!… Sospiro di sollievo! Anche il secondo step era andato…  Ho messo, quindi, i piedi fuori, sul tappeto, e mi sono sporta ad afferrare le stampelle, sempre pregando che non si ribaltasse lo sgabello sul piatto doccia bagnato.  Provate a immaginare: sedere dentro, “in punta” allo sgabello, piedi fuori sul tappeto, busto proteso in avanti, mano delicatamente poggiata al box doccia sperando di non abbatterlo cadendo ed altra mano tesa ad afferrare le stampelle… Che spettacolo indecoroso! Quando… et voilà! Ce l’avevo fatta!!! Come una novella Nonna Abelarda ero riuscita in un’impresa titanica! Mi sono alzata trionfante sollevando le stampelle al cielo a mò di coppa! Le luci della ribalta tutte per me!!! Vittoria!!!!

Beh, teatralità a parte, le cose si sono svolte esattamente così ed io mi sono sentita soddisfatta.

Ecco come anche una piccola cosa ti può allietare la giornata e farti sentire una supereroina 😄

Londra: Carlo sarà legittimamente re d’Inghilterra!

IMG_20141205_003734Poiché ho deciso di rispolverare il mio inglese un po’ arrugginito, ho iniziato a seguire un corso. Durante la lezione di oggi si è parlato della dinastia Windsor e dell’inossidabile Queen Elizabeth e se mai il suo Carlo arriverà a vedere la corona saldamente piazzata sulla sua non proprio graziosa testa. Ammetto la mia ignoranza in materia ma ero fermamente convinta che la regina potesse abdicare in favore di suo nipote William.

Sbagliavo!

Poiché, al corso, mi è stato assegnato lo specifico compito di verificare questa possibilità, quel che segue è ciò che ho scoperto (e in parte ricordato, per ciò che concerne la storia, almeno…).

La legge inglese non esclude che Carlo possa aver diritto al trono. Secondo l’Act of Settlement del 1701, infatti, l’unica ragione ostativa alla successione sarebbe che egli fosse cattolico… Ve l’immaginate il capo della chiesa anglicana cattolico? In passato un pretendente al trono non poteva neanche sposare una cattolica ma questa parte della norma è stata abrogata in tempi recenti.

Si pensava che, poiché Edoardo VIII aveva rinunciato al trono per sposare Wallis Simpson, il problema fosse dovuto allo stato civile di costei. Non è del tutto esatto.

L’anglicanesimo affonda le sue radici proprio nel divorzio. Enrico VIII, infatti, per sposare Anna Bolena doveva divorziare da Caterina d’Aragona e, poiché il papa non glie lo permetteva, si proclamò capo della chiesa d’Inghilterra e sancì la rottura con la chiesa cattolica. Così nacque la chiesa  anglicana, Enrico divorziò e sposò la Bolena.

Tornando a Edoardo VIII, il problema era che la Simpson era cattolica (e il futuro capo della chiesa d’Inghilterra non poteva avere una moglie cattolica) e aveva divorziato addirittura due volte. La chiesa anglicana non permetteva che una persona divorziata si potesse sposare se l’ex coniuge era ancora in vita.

Non poteva?

Ma come???

Enrico VIII aveva fondato la chiesa anglicana per poter divorziare e risposarsi e poi, quella stessa chiesa anglicana, non permetteva il matrimonio di una persona divorziata???

Oggettivamente qualcosa non quadra!

Un’altra legge, la Royal Marriages Act del 1772, impone ancora oggi che qualunque discendente reale debba chiedere il consenso alle nozze al monarca regnante. A Edoardo fu detto a chiare lettere che non avrebbe ottenuto il consenso a causa dello scandalo che ne sarebbe seguito e che,  se avesse insistito nel suo proposito, il governo si sarebbe dimesso. Così, per evitare una grave crisi politica, Edoardo VIII rinunciò al regno per sposare la sua Wally.

Ora, per tornare a Carlo, vanno evidenziate alcune cose: quando Diana è morta, i due erano separati ma non divorziati, quindi Carlo è rimasto vedovo. Camilla era divorziata. La regina ha, dopo molte pressioni del governo e del primo ministro Tony Blair, dato il suo consenso alle nozze; la chiesa anglicana si è detta soddisfatta dal rito civile, seguito dalla benedizione.

Pare, infine, che Elisabetta non abbia alcuna intenzione di abdicare, né in favore del figlio né in favore del nipote ma, vista l’età avanzata, ha iniziato a farsi affiancare dal figlio, facendo prospettare un periodo di reggenza.

Tutti accontentati, dunque: Carlo ha le carte in regola per diventare re alla morte di sua madre (sebbene Camilla non sarà mai regina ma dovrà accontentarsi del titolo di principessa consorte).

A meno che non gli venga consigliato di rinunciare al trono per questioni di impopolarità…

Di come, a causa di un’ingessatura, sono finita a fare la blogger 😲

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Cari lettori (se ce ne sono…), stasera vi parlerò di come sono finita a fare la blogger. Sì, lo so, vi stavate strappando i capelli dalla curiosità… Ed io (pensate un po’ che generosa!) vi accontento.

Era un bel mattino di fine novembre, tiepido e assolato, ed io pregustavo allegramente l’idea di trascorrere, finalmente, quel lasso di tempo libero in giro con una o due amiche, tra bancarelle del mercato e negozi dei cinesi, presa da un’irrefrenabile voglia di darmi al bricolage natalizio (cosa del tutto nuova!).

Ero talmente allegra che decisi di portare le mie figlie a scuola a piedi per goderci già una bella passeggiata.

Giunte che fummo sotto la scuola, leggermente in ritardo e arrancando sulla ripida salita del cortile che precede l’ingresso, ebbi la folgorante idea di sollecitare la mia progenie,  seguendo un altro bambino, e improvvisamente iniziai a correre, manco fossi inseguita da un velociraptor a dieta da un anno.

Tutta allegra e baldanzosa, sentendomi come Fiona May alle olimpiadi e dimentica del fatto che l’età avanza e da diversi mesi non mi allenavo, feci poche falcate sorridendo alle altre e mamme, come se mi potessero vedere alla moviola, e… Boom! un colpo secco dietro al polpaccio mi costringeva a fermarmi e girarmi col viso adirato, cercando di capire chi fosse quel… “simpatico mattacchione” che doveva avermi lanciato addosso almeno un pezzo di montagna, vista la botta che avevo sentito. Ma, con mio grande stupore, non vidi nessuno… Anzi, a terra non c’era nulla che potesse avermi colpito. E mentre mi iniziavo a porre serie domande sull’origine dell’universo e sull’esistenza di dio o degli alieni, con aria inebetita, un improvviso dolore mi colse nell’area dell’impatto, lasciandomi piegata in due a stringermi il polpaccio e ad imprecare mentalmente, senza che alcun suono venisse articolato in modo comprensibile dalle mie labbra. Al massimo un “MMM…  CTCM… GNNN… MMMMMMM” poteva essere udito da chi mi guardava con aria incredula (per la serie: “ma tu fino a un attimo fa eri normale!”).

E così, mentre altre sollecite genitrici scortavano le mie pargole a scuola, qualcun altra scortava me, zoppicante e dolorante, a casa… Addio sogni di gloria!!! I progetti per la mia splendida mattinata erano sfumati!

Ma la vicenda, lungi dall’essere risolta con copiosi impacchi di ghiaccio, non terminò qui… Quando mi resi conto che non potevo poggiare il piede a terra e che utilizzavo la sediolina dell’IKEA delle mie figlie a mò di girello per spostarmi, sedendomici di quando in quando per riprendere fiato, capii che era forse giunta l’ora di farmi portare al pronto soccorso. Un’amica solerte quanto generosa e il suo beneamato consorte mi accompagnarono, dunque, negli inferi… Uscii a riveder le stelle dopo sette (dico… SETTE!!!) ore.

Così, per non dilungarmi ancora troppo nella narrazione, vi dico che dopo la lunga giornata ivi trascorsa, seppi di aver lacerato parzialmente tanto il muscolo quanto il tendine di Achille, e fui ingessata.

Ora, dovendo trascorrere trenta giorni a riposo, senza poter uscire di casa, senza nulla da fare… secondo voi cosa ho escogitato???

Ma bravi!!! Avete indovinato!!! Non temete, però, non avete vinto nulla…

E chissà che io non ci provi talmente tanto gusto da non smettere più!!! “Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate!”  😉

Femminicidi: ora è tutto più chiaro… Forse…

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È da poco trascorsa la giornata dedicata alla lotta contro i femminicidi ed eccone un altro: un trentaduenne di Postiglione, provincia di Salerno, accoltella la moglie, quasi sotto gli occhi della figlia. Una notizia del genere, ahimè, non desta quasi più scalpore…

La cosa che, invece, giustamente stupisce ed anzi fa inorridire è che l’uomo posta la notizia su Facebook e riceve centinaia di “mi piace” ed addirittura condivisioni!!!

Ma com’è possibile??? Come possono persone sane di mente lucidamente condividere un omicidio? Addirittura qualcuno ha scritto: “Poverino, ora si è rovinato la vita”… Poverino? LUI???

Ecco… Ora dovrebbe diventare tutto chiaro… Si dovrebbe comprendere il cinismo del mondo in cui viviamo…  Si dovrebbe comprendere come mai una donna che chiede aiuto venga perlopiù derisa…  E viene derisa anche da altre donne che, come lei, un giorno potrebbero avere bisogno di aiuto…

Come possiamo credere di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al tema del femminicidio, quando poi si plaude all’ennesimo delitto??? E certamente non saranno tutti ignoranti o folli coloro che hanno apprezzato quella frase (“Sei morta troia”) e/o l’hanno condivisa…

Ora di nuovo si grida “allo scandalo! “, si leva il coro di voci indignate! Ma io vorrei sapere: quanti di coloro che ora si indignano si rendono davvero conto di ciò che accade loro intorno nella quotidianità? Quanti di loro chiudono gli occhi davanti a soprusi che tutti i giorni avvengono sotto il loro naso? Quanti potrebbero fare qualcosa ma non fanno nulla, per paura di essere coinvolti?

Siamo tutti bravi a scandalizzarci pubblicamente ed a fregarcene privatamente, se non addirittura ad approvare ciò che accade… Siamo un popolo di ipocriti codardi! Ma siamo i più bravi al mondo a scandalizzarci…